Architetti: Xosé Manuel Casabella, Josep María de Arenaza e Joaquín Pujol
Data : 1991-1996
Zona: cintura esterna
Con l'edificio Multiusos do Sar la città conta con un'attrezzatura capace di ospitare grandi avvenimenti sportivi o concerti moltitudinari. Per risolvere questa necessità, gli architetti catalani Arenaza e Pujol, hanno progettato un gran cilindro composto da strati che dalla base e in senso ascendente sarebbero stati, in primo luogo, uno zoccolo che assorbe le irregolarità del terreno, in seguito una banda di vetro, che forma una galleria perimetrale, lo segue un corpo massiccio, avvolto in pietra, totalmente cieco che 'galleggia' sulla frangia di vetro inferiore e, per ultimo, i volumi rotti dai lucernari del tetto che culminano l'edificio.
La spettacolare struttura che copre l'edificio è risolta da centine in legno laminato, stirato da cavi metallici, che salvano una distanza massima, senza appoggi, di 90 metri. Su di loro, le frange vetrate dei lucernari introducono una gran quantità di luce naturale all'interno del grande spazio.
La presenza del gran volume dell'edificio si trattò, in relazione con la città, come un'opera singolare isolata in mezzo ad un'ampia zona verde, delimitata dal margine di espansione tra il binario dei treni ed il pendio del monte in cui si costruisce la Ciudad de la Cultura di Peter Eisenman. Questo parco urbano, presieduto dal Multiusos si sviluppa longitudinalmente attorno al letto del fiume Sar, in un paraggio naturale di grande bellezza e significato.